iscrizione all'albo

Iscrizione all’albo ordinario e agli elenchi speciali

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Titolo: Iscrizione all'albo ordinario e agli elenchi speciali (2 corsi)

Modello didattico: casi giuridici presentati a step

Scadenza:

  • Corso 1: 10-09-19
  • Corso 2: 20-09-19

Crediti: 1 credito / corso

Costo:  25 € /corso

Iscrizione all'albo ed esercizio dell'attività

L’iscrizione a un Albo circondariale è condizione necessaria per l’esercizio della professione di avvocato. Tale concetto affermato nell'art. 2 comma 3 della l.r.f. viene ribadito dall’articolo 5 del Codice deontologico forense: per l’esercizio dell’attività riservata agli avvocati è necessaria l’iscrizione all’Albo. In particolare è riservata agli avvocati iscritti all’Albo l’assistenza, la rappresentanza e la difesa nei giudizi davanti a tutti gli organi giurisdizionali e nelle procedure arbitrali rituali, nonché l’attività professionale di consulenza legale e assistenza stragiudiziale, ove connessa all’attività giurisdizionale. Per potersi iscrivere all'Albo degli avvocati occorre soddisfare i seguenti requisiti:

    • avere il diploma di laurea in giurisprudenza e aver superato l'esame di abilitazione;
    • essere cittadino italiano o di uno Stato dell'Unione Europea;
    • avere il domicilio professionale nel circondario del Tribunale ove ha sede il Consiglio dell’Ordine;
    • godere del pieno esercizio dei diritti civili;
    • non trovarsi in una condizione di incompatibilità;
    • essere di condotta irreprensibile.

Il titolo di avvocato

L’uso del titolo di avvocato spetta soltanto a chi è o è stato iscritto a un Albo circondariale e agli avvocati dello Stato. E' invece precluso agli avvocati che sono stati radiati dall’Albo. Chi esercita l’attività di avvocato in assenza di iscrizione all’Albo è soggetto a sanzioni penali e civili. Si segnala inoltre che prima di poter esercitare a pieno titolo l'attività di avvocato occorre giurare davanti al Consiglio dell’Ordine, in seduta pubblica, di impegnarsi a osservare con lealtà, onore e diligenza i doveri della professione forense.

Il decreto 178/2016

Il Ministero della Giustizia ha adottato, con decreto n. 178 del 16 agosto 2016, il regolamento recante le disposizioni per la tenuta e l’aggiornamento di albi, elenchi e registri da parte dei Consigli dell’Ordine, nonché le modalità di iscrizione e trasferimento, casi di cancellazione e impugnazioni dei provvedimenti adottati in tema dai medesimi Consigli dell’Ordine. In particolare gli articoli 2, 3 e 4 del decreto 178/2016 riportano tutti gli elementi che devono essere indicati nell’Albo, negli elenchi e nei registri per ciascun professionista iscritto. L’art. 6 “Iscrizione negli albi, nei registri e negli elenchi” dispone che la domanda di iscrizione sia inserita nel sistema informatico centrale. Tale domanda viene presentata da parte dell'interessato o del relativo Consiglio dell’Ordine circondariale. Quest'ultimo ha il compito di accertare la regolarità e la correttezza dei dati, dei documenti inseriti e la sussistenza dei necessari requisiti.

L'albo ordinario e gli elenchi speciali

L’Albo degli avvocati, gestito dal Consiglio dell’Ordine costituito presso ogni circondario di tribunale, è così suddiviso:

  • l’Albo ordinario;
  • un Registro speciale per i praticanti avvocati e un elenco per i praticanti avvocati ammessi al patrocinio sostitutivo;
  • un Elenco speciale per gli avvocati degli Enti pubblici;
  • un Elenco speciale per i professori universitari a tempo pieno;
  • una Sezione speciale dedicata agli avvocati comunitari stabiliti e alle società tra avvocati.

La data dell’iscrizione nell’Albo ordinario e negli elenchi speciali stabilisce l’anzianità per ciascun professionista.

I contenuti del corso

Il corso, accreditato dal CNF, prende in esame l'iscrizione all'albo degli avvocati e agli elenchi speciali. In particolare, vengono analizzati i seguenti punti:

  • L'iscrizione all'albo
  • L'albo ordinario degli avvocati
  • Il registro dei praticanti
  • L'elenco degli avvocati degli enti pubblici
  • Gli avvocati comunitari stabiliti
  • L'elenco degli avvocati specialisti
  • L'albo dei Cassazionisti
  • L'elenco dei professori
  • Le associazioni tra avvocati e multidisciplinari

 

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L’eredità giacente

Titolo: L'eredità giacente (2 corsi)

Modello didattico: casi giuridici presentati a step

Scadenza:

  • Caso 1: 4/02/19
  • Caso 2: 14/02/19 

Crediti:

  • Caso 1: 1 credito
  • Caso 2: 2 crediti

Costo: 

  • Caso 1: 25 €
  • Caso 2: 30 €

Eredità giacente

Nel nostro ordinamento non esiste una definizione di eredità giacente. L’istituto, disciplinato nel capo VIII del Titolo I del Libro II del Codice Civile agli artt. 528-532, è diretto a garantire la conservazione e amministrazione del patrimonio ereditario - temporaneamente privo di titolare - nel periodo intercorrente tra il momento dell’apertura della successione (coincidente con la morte della persona) e quello dell’eventuale accettazione dell’eredità da parte del chiamato, al fine di evitare che in questo arco temporale il patrimonio rimanga privo di tutela giuridica e possa subire pregiudizi. L’eredità giacente concreta un patrimonio separato, cioè una massa patrimoniale sottratta all’amministrazione del suo soggetto giuridico e affidata a un amministratore; ma non si tratta secondo la giurisprudenza di persona giuridica (così Cass. civ. 14.08.1951 n. 2517).

Eredità giacente ed eredità vacante

L’eredità giacente non va confusa con l’eredità vacante che si configura quando non esistono chiamati che possono ancora accettare e l’eredità è devoluta allo Stato art. 586 c.c.

Dottrina e Giurisprudenza

Dottrina e giurisprudenza si sono interrogate sulla ammissibilità dell’eredità giacente pro quota. Può capitare che, in presenza di più chiamati all’eredità, uno decida di accettare o è nel possesso dei beni ereditari, mentre gli altri, non essendo in possesso dei beni, rimangano nella posizione di chiamati. In tal caso, la giurisprudenza si è interrogata sulla configurabilità di una giacenza dell’eredità limitata alle sole quote di pertinenza dei chiamati non accettanti e non possessori oppure, tesi prevalentemente accolta, se la giacenza debba essere esclusa anche in considerazione del dato letterale della norma.

I contenuti del corso

Il corso, accreditato dal CNF, prende in esame:

  • La nomina del curatore dell'eredità giacente
  • Le funzioni
  • La cessazione dello stato di giacenza

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dovere-avvocato-titolo-IV

I doveri dell’avvocato nel processo

dovere-avvocato-titolo-IV

Titolo: I doveri dell'avvocato nel processo
Modello didattico: casi giuridici presentati a step
Scadenza: 

  • Caso 1: 14-06-2019

Crediti: 2
Costo: 30 €

Il titolo IV del codice deontologico

Il titolo IV del Codice deontologico, che mancava nel precedente, rappresenta quindi una novità del nuovo testo approvato dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta del 31 gennaio 2014.

Comprende gli articoli dal 46 al 62 e raccoglie tutte le norme relative all'attività processuale dell’avvocato, elencando i doveri imposti a tale figura professionale.

Nel titolo IV si possono distinguere tre gruppi di disposizioni:

  • i doveri dell’avvocato nel processo (difesa, riservatezza e verità);
  • la compatibilità del ruolo di difensore rispetto a particolari funzioni (testimone, magistrato onorario, arbitro, mediatore);
  • i rapporti dell’avvocato con vari soggetti a diverso titolo coinvolti nel processo (testimoni, magistrati, arbitri e altri ausiliari, nonché organi di informazione).

Va sottolineato che una delle novità più significative del nuovo codice è l'art. 56 che vieta al difensore che assiste minori di effettuarne l’ascolto senza il consenso degli esercenti la responsabilità genitoriale.

I temi principali del corso

Il corso prende in esame tutti gli articoli del titolo IV del codice deontologico, viene quindi proposta una analisi dei principali doveri e divieti. In particolare:

  • principio di lealtà, correttezza, diligenza e probità nell’ambito del reciproco rapporto tra difensori
  • divieto di introdurre nel procedimento elementi di prova di cui si conosca o apprenda la falsità
  • dovere di correttezza e riservatezza nella testimonianza
  • divieto di utilizzare espressioni offensive o sconvenienti
  • dovere dell'avvocato di intraprendere rapporti di reciproco rispetto coni  vari soggetti che a titolo diverso intervengono nel processo.

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condominio diritto

La riforma di condominio

riforma condominio

Titolo: La riforma di condominio (2 casi)
Modello didattico: casi giuridici presentati a step
Scadenza: 29-06-17
Crediti: 2/corso
Costo: 30 €/corso 
Programma: SedLex
Valutazione dei partecipanti (13 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Le novità della legge 11/12/12 n. 220

I beni comuni
La nuova formulazione della precitata norma chiarisce il concetto stesso di condominio: è la necessaria coesistenza di proprietà esclusive con proprietà in comunione tra i titolari delle prime. Il condominio, quindi, viene a esistenza senza un atto formale di costituzione, ma nel momento in cui l’originario unico proprietario procede al frazionamento di un bene immobile assegnando delle parti in via esclusiva, escludendole così dal novero di quelle di cui all’art. 1117 c.c..

L’uso delle parti condominiali è regolato sulla base della disposizione sull’uso delle cose comuni prevista dall’art. 1102 c.c. per effetto del rinvio disposto dall’art. 1139 c.c., norma di chiusura della disciplina condominiale. L’art. 1102 c.c. sancisce che: “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto”.

La destinazione d’uso dei beni condominiali, art. 1117-ter c.c.

L’art. 1117 ter c.c., introdotto con la Legge 220/2012, prevede una disciplina specifica per la modificazione della destinazione d’uso dei beni condominiali. In sintesi, tale articolo prevede che:

  • l’assemblea può deliberare la modificazione della destinazione d’uso delle parti comuni (cfr. comma 1 dell’articolo 1117-ter del codice civile);
  • la deliberazione, ponendo un’evidente condizione per la sua validità, deve essere adottata avendo quale finalità l’“interesse condominiale” (cfr. comma 1 dell’articolo 1117-ter del c.c.);
  • per la deliberazione sono previsti i quorum qualificati di ben 4/5 dei millesimi e dei partecipanti (cfr. comma 1 dell’articolo 1117-ter del c.c.).

I temi principali del corso

La modifica della destinazione d’uso di un bene comune

  • I beni comuni nel condominio: definizione
  • L’uso dei beni condominiali da parte di ciascun condomino
  • Segue: le innovazioni
  • La modifica della destinazione d’uso dei beni condominiali: l’art. 1117-ter c.c.

L’amministrazione condominiale

  • I requisiti per svolgere l’attività di amministratore di condominio
  • Segue: l’avvocato può fare l’amministratore di condominio?
  • La nomina dell’amministratore e gli obblighi a suo carico ex art. 1129 c.c.
  • Segue: le attribuzioni ex artt. 1130 e 1130bis c.c.
  • Segue: la revoca dell’amministratore

Regolamento e detenzione di animali domestici

  • Art. 1138 V comma c.c.: libero accesso agli animali domestici in condominio
  • Segue: alcuni problemi interpretativi

Tabelle millesimali

  • Approvazione e modifica delle tabelle millesimali: la nuova disciplina

Condominio e privacy

  • Attivazione del sito internet condominiale e documentazione pubblicabile
  • La videosorveglianza

La mediazione obbligatoria in ambito condominiale

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Reato di staking

Reato di stalking

Reato di staking

Titolo: Reato di stalking (2 casi)
Modello didattico: casi giuridici presentati a step
Scadenza: 30-10-16
Crediti: 2/caso
Costo: 30 €/caso 
Programma: SedLex
Valutazione dei partecipanti ( valutazioni):
/10 rilevanza
/10 qualità
/10 efficacia

Da 6 mesi a 4 anni

Salvo che il fatto non costituisca reato più grave, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

Se lo stalker è il coniuge

La pena è aumentata se il fatto è commesso da coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.

I temi principali del corso

  • Art. 612 bis c.p. (atti persecutori)
  • Principio di determinatezza (o tassatività) della fattispecie penale
  • Il reato di stalking
  • Il principio di tassatività
  • Tipizzazione dell’evento del reato di stalking
  • Elemento soggettivo
  • Stalking e reato abituale
  • Reato di stalking e tempus commissi delicti

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Cliente e parte assistita

I rapporti con il cliente e la parte assistita

Cliente e parte assistita

Titolo: I rapporti con il cliente e la parte assistita (2 corsi)
Modello didattico: casi giuridici presentati a step
Scadenza: 01-12-17
Crediti: 2
Costo: 30 €
Programma: SedLex
Valutazione dei partecipanti ( valutazioni):
/10 rilevanza
/10 qualità
/10 efficacia

Il nuovo codice deontologico

Il corso di deontologia forense proposto dal programma Sed Lex prende in esame il rapporto con il cliente e la parte assistita secondo il nuovo codice deontologico. In data 31.01.2014 il Consiglio Nazionale Forense infatti ha approvato il nuovo testo del Codice Deontologico Forense (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16.10.2014) in attuazione della Legge 2 47/2012 sulla nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense.
Il corso prende in esame il nuovo testo, in vigore dal 15 dicembre 2014, che sostituisce il previgente codice del 1997 (seppure, con le modifiche che si sono susseguite nel corso degli anni 1999, 2002, 2006, 2007, 2008, 2011).

Il cittadino al centro

Il nuovo Codice Deontologico colloca al centro delle sue previsioni il cittadino, perseguendo l'interesse pubblico al corretto esercizio della professione. Si compone di sette titoli per un totale di 73 articoli.

I temi principali del corso

Nel corso e nell'ebook sono prese in esame le differenze e le analogie tra il vecchio e il nuovo impianto normativo per quanto riguarda il tema dei rapporti tra avvocato e parte assistita. In particolare sono presi in esame i seguenti punti:

  • Il Titolo III del previgente Codice Deontologico Forense
  • L'analisi dei singoli articoli del Titolo III del previgente Codice Deontologico Forense
    • Art. 35 Rapporto di fiducia
    • Art. 36 Autonomia del rapporto
    • Art. 37 Conflitto di interessi
    • Art. 38 Inadempimento al mandato
    • Art. 39 Astensione dalle udienze
    • Art. 40 Obbligo di informazione
    • Art. 41 Gestione di denaro altrui
    • Art. 42 Restituzione di documenti
    • Art. 43 Richiesta di pagamento
    • Art. 44 Compensazione
    • Art. 45 Accordi sulla definizione del compenso
    • Art. 46 Azioni contro la parte assistita per il pagamento del compenso
    • Art. 47 Rinuncia al mandato
  • Le nuove disposizioni deontologiche
    • Art. 23 Conferimento dell'incarico
    • Art. 24 Conflitto di interessi
    • Art. 25 Accordi sulla definizione del compenso
    • Art. 26 Adempimento del mandato
    • Art. 27 Doveri di informazione
    • Art. 28 Riserbo e segreto professionale
    • Art. 29 Richiesta di pagamento
    • Art. 30 Gestione di denaro altrui
    • Art. 31 Compensazione
    • Art. 32 Rinuncia al mandato
    • Art. 33 Restituzione dei documenti
    • Art. 34 Azioni contro il cliente e la parte assistita per il pagamento del compenso
    • Art. 35 Dovere di corretta informazione
    • Art. 36 Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti
    • Art. 37 Divieto di accaparramento di clientela

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Tutela penale diritto industriale

Tutela penale in materia di diritto industriale

Tutela penale diritto industriale

Titolo: Tutela penale in materia di diritto industriale
Modello didattico: casi giuridici presentati a step
Scadenza: Corso 1: 04-07-17 | Corso 2: 30-10-17
Crediti: 2 / corso
Costo: 30 € / corso
Programma: SedLex
Valutazione dei partecipanti ( valutazioni):
/10 rilevanza
/10 qualità
/10 efficacia

Contraffazione e proprietà intellettuale: le norme

In Italia, il diritto industriale e la proprietà intellettuale in generale non sono tutelati solo dalle disposizioni
civilistiche contenute nel Codice della Proprietà Industriale o CPI (D.Lgs. n. 30/2005, che ha operato il "riassetto" della proprietà industriale e successive modifiche introdotte dal c.d. decreto correttivo n. 130/2010), nel Codice civile agli artt. 2575-2594 del Titolo IX (Dei diritti sulle opere dell’ingegno e sulle invenzioni industriali) e negli ormai sempre più numerosi strumenti internazionali e comunitari, bensì anche da un ben delineato corpus di disposizioni penali.
Per tutte le suddette norme, l’oggetto della tutela è il medesimo e coincide con i diritti di proprietà industriale
così come definiti dall’art. 1 CPI: "L’espressione proprietà industriale comprende marchi ed altri segni distintivi, indicazioni geografiche, denominazioni di origine, disegni e modelli, invenzioni, modelli di utilità, topografie dei prodotti a semiconduttori, informazioni aziendali riservate e nuove varietà vegetali".

I temi principali del corso

  • I beni giuridici tutelati dalle norme penali in materia di diritto industriale
    • In particolare: artt. 473 e 474 c.p. (natura monoffensiva o plurioffensiva)
    • La posizione della giurisprudenza e le implicazioni di diritto sostanziale e di diritto processuale
    • Il c.d. "falso grossolano o innocuo" e la contraffazione dei marchi delle grandi case di moda
    • Il c.d. "falso d’autore"
    • In particolare: art. 517 ter c.p. (unitarietà o meno tra il comma 1 e il comma 2)
  • Tutela penale della domanda di privativa industriale: contrasto giurisprudenziale in relazione agli artt. 473 e 474 c.p.
  • Querela presentata in modo azzardato e imprudente o pretestuoso: implicazioni civili e penali
  • Art. 474 bis c.p. (Confisca)

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Separazione divorzio

La separazione e il divorzio internazionale

Separazione divorzio

Titolo: La separazione e il divorzio internazionale (2 corsi)
Modello didattico: casi giuridici presentati a step
Scadenza:

  • Corso 1: 24-07-2018
  • Corso 2: 24-07-2018

Crediti: 1/corso
Costo: 30 €/corso
Programma: SedLex

Nuove abitudini sociali

Grazie alla maggiore mobilità dei cittadini comunitari ed extracomunitari all'interno dell'Unione Europea, è cosa normale assistere alla formazione di coppie e di matrimoni internazionali. In diritto, questo aspetto sociale sempre più frequente sta ponendo questioni interessanti perché quando le coppie vanno in crisi matrimoniale e parlano quindi di separazione o divorzio si pone il problema di stabilire quale sia il diritto e la giurisdizione applicabile.

La coppia internazionale

Il Libro verde del 14 marzo 2005 della Commissione Europea ha messo in luce che ci sono coppie che non sanno quale legge nazionale può essere applicata nel loro caso. Ciò accade soprattutto a causa delle notevoli differenze esistenti tra i sistemi di diritto internazionale privato dei vari Stati e alla difficoltà di tali disposizioni: basti pensare che vi sono norme di conflitto che – come nel caso dell’Italia, ex art. 31 L. 218/1995 – si rifanno ai criteri della residenza e della cittadinanza per stabilire la connessione più stretta tra i coniugi e la legge applicabile; altre – è il caso dei Paesi nordici, Regno Unito e Irlanda – che utilizzano il criterio della lex fori. Sul piano sostanziale vi è poi l’ulteriore difficoltà data dalle diversità, tra le varie legislazioni, in materia di scioglimento del vincolo matrimoniale: vi sono alcuni ordinamenti che non conoscono l’istituto della separazione personale dei coniugi (per esempio, quello austriaco e finlandese) altri invece come quello maltese e marocchino non contemplano il divorzio; così come vi è differenza in merito alle cause di scioglimento, all’efficacia e ai tempi necessari per addivenire alla cessazione del matrimonio.

I temi principali del corso

  • Qual è il giudice competente e il diritto applicabile in caso di separazione e divorzio internazionale?
  • Il Regolamento UE n.2201/2003
  • Applicabilità del Regolamento UE 2201/2003 alle coppie di fatto
  • La competenza giurisdizionale secondo la Legge 218/95
  • Il riconoscimento delle sentenze straniere di separazione e divorzio, secondo la Legge 218/1995
  • Il riconoscimento della sentenza di divorzio pronunciata all’estero, senza il previo periodo di separazione dei coniugi
  • Il diritto applicabile
  • La Legge 218/95
  • Il Regolamento UE 1259/2010
  • Regolamentazione dei rapporti genitoriali
Patrocinio a spese dello Stato

Il patrocinio a spese dello Stato

Patrocinio a spese dello Stato

Titolo: Il patrocinio a spese dello Stato (2 corsi)
Modello didattico: casi giuridici presentati a step
Scadenza: 01-12-17
Crediti: 2 crediti
Costo: 30 €
Programma: SedLex
Valutazione dei partecipanti ( valutazioni):
/10 rilevanza
/10 qualità
/10 efficacia

Il diritto di essere difesi

Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione”. In tal modo, al fine di determinare condizioni di generale uguaglianza nella tutela giurisdizionale, la persona non abbiente che vuole agire o difendersi in giudizio può richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato.
Il patrocinio a spese dello Stato è previsto unicamente per la difesa in giudizio del cittadino non abbiente, così come disposto dall'art. 24 della Costituzione.

Dal gratuito patrocinio al patrocinio a spese dello Stato

Inizialmente vi era il gratuito patrocinio, introdotto con il R.D. n. 3282 del 1923. Successivamente è stato introdotto il patrocinio a spese dello Stato, prima nelle controversie di lavoro (Legge 533/1973), poi nella disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori (Legge 184/1983). Solo in tempi più recenti l'istituto è stato esteso al processo penale e ai giudizi civili e amministrativi.

I temi principali del corso

  • Istituto
  • Condizioni soggettive della parte richiedente
  • Controversie transfrontaliere
  • Ammissibilità ed esclusione
  • Istanza di ammissione
  • Avvocati iscritti nell'elenco del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati
  • Altre spese

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Efficacia probatoria scrittura privata

L’efficacia probatoria della scrittura privata

Efficacia probatoria scrittura privata

Titolo: L'efficacia probatoria della scrittura privata (2 corsi)
Modello didattico: casi giuridici presentati a step
Scadenza:

  • Corso 1: 27-05-16
  • Corso 2: 05-08-16

Crediti: 2/corso
Costo: 30 €/corso
Offerte:
Programma: SedLex
Valutazione dei partecipanti (18 valutazioni):
8/10 rilevanza
7/10 qualità
8/10 efficacia

La scrittura privata

E' una prova documentale costituita da un semplice documento scritto formato dagli stessi autori delle dichiarazioni ivi contenute e da loro sottoscritto. Fa parte delle prove precostituite che si caratterizzano per la loro formazione al di fuori del processo e, di solito, prima di esso. In quanto già formata, deve essere solo messa a disposizione del giudice, entrando nel processo mediante l’esibizione e la produzione. La scrittura privata sottoscritta dalla parte costituisce una prova legale perché fa fede fino a querela di falso, fra le parti, della provenienza delle dichiarazioni in essa contenute (art. 2702 c.c.). Il valore probatorio della scrittura privata verte attorno al problema della sottoscrizione.
Il corso prende in esame il valore probatorio della scrittura privata secondo quanto dispone l’art. 2702 c.c e in base ai più recenti aggiornamenti della norma e della giurisprudenza.

I temi principali del corso

  • Scrittura privata autenticata
  • Riconoscimento esplicito e tacito
  • Verificazione giudiziale
  • Querela di falso
  • Cenni conclusivi