GDPR Il regolamento europeo 2016/679

Titolo: GPDR Il regolamento europeo (1 corso)

Modello didattico: casi giuridici presentati a step

Scadenza:

  • Caso 1: 16-01-21

Crediti: 1 credito

Costo: 25 €/ corso

 

Il diritto e tutela della privacy

Il corso analizza il diritto alla privacy sia nella sua parte statica sia nel suo aspetto dinamico. La privacy statica consiste nel diritto alla riservatezza della propria vita privata, ovverosia la libertà di non subire intrusioni indesiderate nella propria sfera intima.
La privacy dinamica (o partecipativa) riguarda invece il diritto alla protezione dei dati personali, cioè il rispetto dei principi di trasparenza in materia di circolazione dei propri dati e di controllo sulla diffusione dell’informazione circa se stessi.

Mentre la privacy statica costituisce una sorta di diritto individuale, che tutela il singolo nella sua sfera privata, il diritto alla privacy dinamica amplia la tutela del soggetto oltre l’aspetto privato e in particolare lo estende alle relazioni sociali. Viene così garantita l’autodeterminazione decisionale e il controllo sulla circolazione dei propri dati. In particolare, la tutela della privacy e in particolare la riservatezza dei dati personali è diventata oggi, anche in virtù del fortissimo sviluppo tecnologico e informatico, un diritto imprescindibile e fondamentale, che impone l’esigenza di una regolamentazione del diritto alla protezione dei dati.

Il regolamento europeo GDPR

Il Parlamento Europeo, in data 14 aprile 2016, ha approvato definitivamente, dopo un iter legislativo durato oltre quattro anni, il nuovo Regolamento generale sul trattamento dei dati che si compone di due strumenti: il GDPR e una direttiva, indirizzata alla “regolamentazione dei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini, nonché all’esecuzione delle sanzioni penali” che sostituirà la decisione quadro 977/2008/CE sulla protezione dei dati personali scambiati dalle Autorità di polizia e giustizia.
Il General Data Protection Regulation (GDPR) 2016/679 è il nuovo Regolamento europeo avente a oggetto la “tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati” (art. 1, par. 1), volto a disciplinare i trattamenti di dati personali sia nel settore privato sia nel settore pubblico.

Il Regolamento, composto da 173 considerando e da 99 articoli, è destinato ad abrogare la Direttiva 95/46 che ha portato l’Italia all’adozione del Codice della Privacy (D.lgs. 196/2003) in quanto con esso cambiano le modalità di gestione dei dati, della loro raccolta e del loro trattamento.

Con il Regolamento generale sulla protezione dei dati viene in parte ridisegnato l’organigramma in materia di privacy, con l’introduzione di nuove figure soggettive e l’attribuzione di nuovi compiti e responsabilità.
In particolare, il titolare del trattamento (o data controller) è la persona fisica o giuridica che determina le finalità e i mezzi per il trattamento dei dati.

I contenuti del corso

Il corso, accreditato dal CNF, analizza il tema del diritto alla privacy, prendendo in esame:

  • Il Regolamento europeo GDPR
  • I ruoli e le responsabilità
  • Il concetto di accountability
  • L'informatica e l'acquisizione del consenso
  • Il rischio digitale e il registro delle attività di trattamento
  • "Privacy by design" e "privacy by default"
  • La "data breach notification"
  • Il diritto all'oblio e il diritto alla portabilità dei dati personali
  • Le misure di sicurezza e le sanzioni

Resta aggiornato
Vuoi ricevere informazioni su nuovi corsi e offerte?

Domanda anti- robot:

Risarcimento del danno non patrimoniale

eredità-giacente

Titolo: Risarcimento del danno non patrimoniale (2 corsi)

Modello didattico: casi giuridici presentati a step

Scadenza:

  • Caso 1: 10-09-20
  • Caso 2: 10-09-20

Crediti: 1 crediti/caso

Costo: 25 €/ caso

 

Il danno non patrimoniale risarcibile

L’articolo 2059 c.c. prevede che il danno non patrimoniale debba essere risarcito solo nei casi previsti dalla legge. Pertanto, ai sensi di tale norma, il danno non patrimoniale è risarcibile unicamente in ipotesi tipiche, tassative, normativamente previste.
Il codice civile attualmente vigente ha invece adottato una concezione dicotomica di danno. Viene quindi distinto il danno patrimoniale da quello non patrimoniale. L’articolo 2059 c.c. rende risarcibile il danno non patrimoniale in una logica tipizzante.

Dalla tipicità all'apertura della fattispecie

La questione dell’interpretazione dell’articolo 2059 del codice civile è sempre stata centrale sia in dottrina sia in giurisprudenza.

In una fase iniziale, la giurisprudenza interpretava il danno non patrimoniale come danno morale soggettivo, inteso come il patema d’animo transeunte che ha un inizio e una fine e ne limitava il risarcimento al caso di reato e in poche altre limitate ipotesi previste specificatamente dalla legge.
Una prima apertura verso l’ampliamento della categoria si ebbe negli anni ’80 del secolo scorso con l’elaborazione giurisprudenziale del c.d. danno biologico o danno all’integrità psico-fisica della persona derivante da fatto illecito.
Due sentenze della Cassazione del 2003 (nn. 8827 e 8828) riconoscono la possibilità di un danno non patrimoniale risarcibile a fronte della lesione di diritti e valori costituzionalmente protetti della persona. Quindi diventano risarcibili anche i danni conseguenti alla violazione di diritti fondamentali della persona, costituzionalmente protetti, non suscettibili di valutazione economica.

La figura del danno non patrimoniale si articolava pertanto, nella costruzione giurisprudenziale, in un danno morale in senso stretto, in quello biologico e in un danno c. d. esistenziale.

Un tale ampliamento della tutela risarcitoria favorì però anche effetti perversi, degenerando spesso in un’incontrollata creazione di sottospecie di danni non patrimoniali all’interno della pretesa categoria del danno esistenziale, con rischi di duplicazioni e incertezze nella qualificazione.

I contenuti del corso

Il corso, accreditato dal CNF, prende in esame i seguenti temi relativi al risarcimento del danno non patrimoniale:

  • Dalla tipicità all’apertura della fattispecie
  • Unitarietà e omnicomprensività del danno non patrimoniale: le sentenze della Cassazione del 2008 e del 2018
  • Il catalogo dei danni non patrimoniali risarcibili
  • Il danno da morte
  • I danni punitivi

Resta aggiornato
Vuoi ricevere informazioni su nuovi corsi e offerte?

Domanda anti- robot:

La legge Cirinnà e le unioni civili

unioni-civili

Titolo:  La legge sulla regolamentazione delle unioni civili: la riforma Cirinnà (2 corsi)
Modello didattico: casi giuridici presentati a step
Scadenza:

  •  Caso 1: 25-12-19
  •  Caso 2: 05-04-20

Crediti: 1 / corso
Costo: 25 € / corso

Convivenze e unioni civili tra persone dello stesso sesso

La famiglia “di fatto” individua un nucleo di soggetti legati tra loro da vincoli affettivi che non sfociano, però, nel matrimonio, restando confinanti in una sfera sociale e pre-giuridica che sempre di più tende a invadere il campo del diritto. Il problema principale che sorge con riguardo alla famiglia di fatto consiste nell’individuare un fondamento normativo che consenta di attribuire rilevanza giuridica, quantomeno per taluni profili, a un rapporto che si svolge su un piano meramente fattuale.

Le difficoltà che incontra un pieno riconoscimento normativo della convivenza sono ancora più accentuate nel nostro ordinamento in riferimento alle unioni stabili e durature tra persone dello stesso sesso. La questione assume dei connotati profondamente differenti rispetto al discorso fin qui condotto circa le convivenze di fatto: per gli omosessuali non può, infatti, parlarsi di libera scelta nel rimanere al di fuori delle regole del diritto, essendo loro preclusa del tutto la possibilità di unirsi in matrimonio.

Con la legge Cirinnà, n. 76 del 20 maggio 2016, il legislatore ha finalmente regolamentato le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplinato le convivenze.

I contenuti del corso

Il corso, accreditato dal CNF, analizza e commenta il testo della legge n. 76 del 20 maggio 2016 "Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze".

In particolare viene presa in esame:

  • La legislazione familiare nazionale
  • Il concetto di famiglia
    - I vincoli familiari
    -La famiglia di fatto
  • La rilevanza della famiglia di fatto
  • Le unioni tra persone dello stesso sesso
    -La legge Cirinnà
    -Le unioni civili
  • Le convivenze

Resta aggiornato
Vuoi ricevere informazioni su nuovi corsi e offerte?

Domanda anti- robot: