Reati informatici e diritto penale del web

reati-informatici

Titolo: Diritto penale del web (2 corsi)

Modello didattico: casi giuridici presentati a step

Scadenza:

  • Corso 1: 1-10-2020
  • Corso 2: 1-10-2020

Crediti:

  • Corso 1: 1 credito
  • Corso 2: 2 crediti

Costo: 

  • Corso 1: 25 €
  • Corso 2: 30 €

Diritto penale del web: l'evoluzione legislativa

L’evoluzione tecnologica ha avuto notevoli ripercussioni anche sul piano giuridico. Un certo uso dei sistemi informatici è infatti potenzialmente idoneo a favorire la commissione di attività illecite.

Un'importante riforma in tema di criminalità informatica si è realizzata mediante la legge 48 del 2008, avente a oggetto la ratifica ed esecuzione della Convenzione di Budapest del Consiglio d’Europa.

La Convenzione di Budapest costituisce il primo accordo internazionale avente a oggetto i crimini informatici. Esso nasce dall’esigenza di perseguire una politica penale comune contro la diffusione dei reati telematici, promuovendo l’armonizzazione delle legislazioni penali e favorendo la cooperazione sovranazionale, al fine di arginare tale fenomeno criminale.

Questa importante riforma normativa ha apportato varie modifiche al codice penale e al codice di procedura penale.  Ha inoltre aggiunto l’articolo 24 bis del decreto 231/2001 che inserisce vari reati informatici, prima assenti, tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti.

Reati informatici propri e impropri

In considerazione della pluralità delle condotte illecite ricollegabili a vario titolo al settore dell’informatica e
del web, si tende a distinguere i reati informatici propri da quelli impropri.

I reati informatici propri, detti anche reati informatici in senso stretto, sono quei fatti penalmente rilevanti in cui la condotta criminosa ha necessariamente a oggetto dei sistemi informatici.
Appartiene a tale genus il reato di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, previsto e punito ex
art. 615 ter del codice penale.

Per quanto riguarda la categoria dei reati informatici impropri, o reati eventualmente informatici, comprende invece quei reati comuni che possono essere eventualmente commessi mediante l’utilizzo degli strumenti telematici, come, per esempio, la truffa realizzata on line.

Tali ipotesi criminose, che si consumano mediante gli strumenti del computer e della connessione web, alimentano
spesso dubbi tra gli interpreti, in merito al rispetto del principio di legalità.

E' necessario infatti di volta in volta verificare la rispondenza della condotta illecita realizzata tramite i sistemi informatici con il modello tipico, positivizzato e penalmente sanzionato dal legislatore.

I contenuti

I corsi, accreditati dal CNF, prendono in esame:

  • La frode informatica
  • L'accesso abusivo a un sistema informatico
  • Il falso informatico
  • La diffamazione via internet
  • Prostituzione e pedopornografia online
  • Il furto dell'identità digitale
  • Il trattamento dei dati personali via web

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reati ambientali

I nuovi reati ambientali

reati ambientali

Titolo: I nuovi reati ambientali (2 corsi)

Modello didattico: casi giuridici presentati a step

Scadenza:

  • caso 1: 10/09/20
  • caso 2: 19/09/20

Costo:

  • caso 1: 25 €
  • caso 2: 30 €

Crediti:

  • caso 1: 1 CF
  • caso 2: 2 CF

La legge 68/2015 contro i reati ambientali

Con l'entrata in vigore della legge n. 68 del 22 maggio 2015, il titolo VI bis, rubricato “Dei delitti contro l’ambiente”, viene inserito nel libro II del codice penale. Questo intervento riformatore si è reso necessario da una parte per il proliferare di fenomeni aggressivi delle matrici ambientali, accresciuti dal notevole sviluppo tecnologico che ha connotato gli ultimi anni; dall’altra a causa dell’allarmante incremento dell’ingerenza nel settore di gruppi di criminalità organizzata, le cosiddette “ecomafie”.

Le principali innovazioni

La novella, introducendo un titolo autonomo nel corpus del codice penale, traduce l’intenzione del legislatore di arginare il fenomeno della decodificazione, per effetto del quale la normazione concernente particolari settori del diritto penale viene affidata unicamente alla legislazione speciale.

Le principali innovazioni apportate dalla riforma de qua attengono all’introduzione di fattispecie incriminatrici di natura delittuosa, corrispondenti circostanze aggravanti, ma anche norme di natura premiale, disposizioni relative a misure ablatorie e importanti novità circa il regime prescrizionale.

I contenuti del corso

Il corso analizza e commenta le principali novità introdotte nel codice penale dalla legge n. 68 del 22 maggio 2015- Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente (G.U. n. 122 del 28 maggio 2015). In particolare, si prendono in esame:

  • Inquinamento ambientale - Articolo 452 bis c.p.
  • Disastro ambientale - Articolo 452 quater c.p.
  • Ravvedimento operoso - Articolo 452 decies c.p.
  • Confisca- Articolo 452 undecies c.p.

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